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L’acqua
calda sanitaria può essere prodotta con sistemi ad accumulo, istantanei
e misti. Produzione
con accumulo. L’acqua
calda è prodotta e accumulata in appositi serbatoi ad una temperatura
di circa 15/20° C più elevata rispetto a quella di utilizzo. L’accumulo
serve per poter far fronte al fabbisogno dei periodi di massima
richiesta senza dover impegnare potenze termiche troppo elevate. Questo
tipo di produzione di acqua calda, rispetto a quello istantaneo,
presenta i seguenti vantaggi e svantaggi: -
vantaggi: -
possibilità di utilizzare generatori e scambiatori di calore con
potenza termica molto più bassa; -
funzionamento dell’impianto più regolare e continuo: quindi
migliore resa termica e
temperatura di utilizzo meno soggetta a sbalzo; -
minor costo
per l’impegnativo termico quando si utilizza il teleriscaldamento. -
svantaggi: -
maggior costo
dell’impianto per l’incidenza dei serbatoi; -
maggior
ingombro; -
più elevate dispersioni termiche passive (tale inconveniente può
però essere minimizzato con un buon isolamento termico dei serbatoi e
delle tubazioni). Produzione
istantanea. L’acqua
calda è prodotta “istantaneamente” secondo le effettive esigenze
dell’impianto. Produzione
mista. L’acqua
calda è prodotta con un sistema in parte ad accumulo e in parte
istantaneo, E’ una soluzione che, in alcuni casi, può consentire un
buon compromesso fra i vantaggi e gli svantaggi dei due metodi sopra
menzionati. PRODUZIONE
DI ACQUA CALDA CON ACCUMULO
Lo
schema funzionale di un impianto per produrre acqua calda con accumulo
può essere rappresentato come in Figura 1. Il termostato di regolazione
attiva o disattiva la pompa dello scambiatore di calore in relazione
alla temperatura d’accumulo prefissata sul termostato stesso. Il
miscelatore provvede poi a regolare la temperatura d’invio
dell’acqua calda agli apparecchi utilizzatori. Þ
BOLLITORI
TRADIZIONALI Producono
acqua calda con scambiatori di calore a serpentino o a fascio tubiero e
possono essere del tipo con scambiatore semplice, doppio o triplo
(Figura 2). Þ
BOLLITORI
AD INTERCAPEDINE Producono
acqua calda con camere ad intercapedine ricavate sfruttando la
superficie
esterna dei bollitori stessi. Possono essere installati sia in
posizione verticale che orizzontale (Figura 3). DIMENSIONAMENTO
DEI BOLLITORI
Per
poter determinare il volume dei bollitori e la superficie dei loro
scambiatori vanno considerate le seguenti grandezze: Periodo
di punta. È
il periodo in cui risulta più elevato il consumo d’acqua calda. Per
utenze normali, il suo valore può essere ricavato da apposite tabelle
di tipo sperimentale. Per
utenze atipiche, invece, il suo valore deve essere valutato in base alle
modalità con cui si presume l’impianto sia utilizzato. Consumo
d’acqua calda nel periodo di punta. È
il consumo globale d’acqua calda nel periodo di punta. Come nel caso
precedente, per utenze normali, il suo valore può essere ricavato da
apposite tabelle di tipo sperimentale. Per utenze atipiche, invece, il
suo valore deve essere valutato in base agli apparecchi installati e
alle frequenze d’uso ipotizzate. Periodo
di preriscaldamento. È
il tempo che può essere impiegato per portare l’acqua (fredda)
immessa nel bollitore fino alla temperatura di accumulo richiesta. Temperatura
dell’acqua fredda. Il
suo valore dipende da molti fattori, quali ad esempio: la temperatura
del terreno, la temperatura esterna, la zona di provenienza
dell’acqua. In pratica, tuttavia, si può assumere: 10
– 12°C nell’Italia settentrionale, 12
– 15°C nell’Italia centrale, 15
– 18°C nell’Italia meridionale. Temperatura
di utilizzo dell’acqua calda. Per
le utenze più comuni, il suo valore può essere ricavato dalle tabelle
di seguito allegate. Per altri tipi di utenza, deve essere invece
stabilito in relazione alle specifiche
condizioni con cui l’acqua è utilizzata. Temperatura
di accumulo dell’acqua calda. Il
suo valore deve essere stabilito in relazione a diverse esigenze fra
loro contrastanti ed in particolare deve essere scelto in modo da: -
evitare (o
almeno limitare) fenomeni di corrosione e deposito del calcare: fenomeni
che possono crescere notevolmente quando l’acqua supera i 60-65°C; -
limitare le
dimensioni dei bollitori, considerando che basse temperature di accumulo
fanno aumentare notevolmente tali dimensioni; -
impedire lo
sviluppo dei batteri, che in genere possono sopportare a lungo
temperature fino a 50°C, mentre invece muoiono in tempi rapidi oltre i
55°C. -
In
considerazione di questi aspetti, per le normali utenze è in genere un
buon compromesso accumulare acqua a 60°C. Temperatura
del fluido scaldante. Il
suo valore deve essere scelto essenzialmente
in relazione a due esigenze fra loro contrastanti:
È
bene quindi non utilizzare temperature del fluido scaldante troppo
elevate e tenere basso il salto termico di progetto, cioè il salto
termico previsto tra l’andata e il ritorno. Per
le normali utenze si può, ad esempio, prevedere una temperatura di
mandata del fluido scaldante pari a 75°C e un salto termico di progetto
pari a 5°C. PRODUZIONE
ISTANTANEA DI ACQUA CALDA
Per
la produzione istantanea di acqua calda si possono utilizzare sistemi
che derivano energia termica:
Nei
sistemi con generatori di calore, l’acqua è prodotta
alla temperatura voluta mediante una valvola di regolazione a tre
vie che fa variare la temperatura con cui il fluido scaldante alimenta
lo scambiatore (Figura 4). Nei
sistemi con teleriscaldamento, l’acqua invece è prodotta alla
temperatura voluta mediante una valvola di regolazione a due vie che fa
variare la portata (attraverso lo scambiatore) del fluido scaldante
(Figura 5). PRODUZIONE
MISTA DI ACQUA CALDA
Per
la produzione mista di acqua calda
si può utilizzare il tipo di impianto schematizzato in Figura 6. Le
pompe devono risultare:
attivate quando
il flussostato (F) segnala il passaggio di acqua, oppure quando il
termostato (T) registra una temperatura più bassa di quella
d’accumulo prefissata sul termostato stesso; disattivate
quando
non sussiste almeno una delle cause di attivazione sopra specificate,
oppure quando la temperatura di accumulo supera quella prefissata sul
termostato di sicurezza (Tmax). L’autoflow
serve ad evitare che attraverso lo scambiatore
fluisca una quantità d’acqua superiore a quella prevista:
superiore, cioè, a quella che lo stesso scambiatore è in grado di
riscaldare alla temperatura richiesta. CRITERI
DI DIMENSIONAMENTO Per
dimensionare questi impianti di norma si procede in base alla potenza
termica disponibile oppure per tentativi alla ricerca della soluzione
ottimale: Dimensionamento
in base alla potenza termica disponibile: -
si calcola dapprima la quantità d’acqua calda istantanea che
si può produrre con la potenza termica disponibile; -
si determina poi (in relazione alla quantità d’acqua calda
mancante) il volume dell’accumulo necessario. Dimensionamento
per tentativi: -
si ipotizzano dapprima quote variabili di acqua calda prodotta in
modo istantaneo e con accumulo, e in base a queste ipotesi si dimensiona
il sistema di produzione misto. - si confrontano poi le soluzioni così ottenute e si sceglie quella più conveniente considerando sia i costi di realizzazione, sia i costi di gestione |
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© 2005 Volpe & Moschin snc. - ultimo aggiornamento 01.11.2005