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TRATTAMENTI ANTICORROSIONE

Il grande nemico dell’Acciaio è la ruggine che con un’azione progressiva

e ben nota porta alla totale  distruzione dei manufatti esposti all’umidità 

dell’aria.

Secondo i risultati di recenti ricerche a livello mondiale, il costo della 

corrosione rappresenta oltre il 3% del PNL cioè oltre 15.000 miliardi di Lit 

nel caso dell’Italia.  

 

Corrosione su parete di serbatoio zincato

 

 

Ingrandimento cratere (a sinistra) e vaiolature (da destra)

 

 In seguito tratteremo, seppure superficialmente, i trattamenti anti-corrosione

più utilizzati per i nostri Serbatoi e Bollitori:

         zincatura

         verniciatura a polveri

         smaltatura organica

         teflonatura PTFE

         epox (disponibile a breve)

         Levasint

         Rilsan (disponibile a breve)

         abcite

         vetroresina (disponibile a breve)

 

La ZINCATURA a caldo, il sistema più diffuso tra i possibili che utilizzano lo Zinco, garantisce

al ferro una duplice protezione, efficace , duratura ed economica, nonostante il secolo e mezzo di vita

di tale processo:

-         la protezione fisica viene assicurata dal rivestimento di zinco che isola l’acciaio dall’am-

biente esterno;

-         la protezione elettrochimica interviene nel caso di danneggiamento accidentale del film

superficiale, innescando il funzionamento di una pila Zn-Fe, caratterizzata dal “sacrificio”

dello zinco a favore del ferro (protezione catodica).

 

Il processo di zincatura a caldo consiste nell’immergere nello zinco fuso a circa 450° l’acciaio, la

cui superficie è stata preventivamente trattata in modo che si inneschi la reazione Zn-Fe e si formino

le diverse fasi di lega che costituiscono il rivestimento con un normale spessore di circa 60 – 100

Micron.

 

La durata di un rivestimento di zincatura è facilmente prevedibile in funzione del particolare ambien-

te in cui è situato il manufatto.

Dal punto di vista dei costi iniziali, la zincatura a caldo è più competitiva all’aumentare della su-

perfidie per peso, rispetto ai classici trattamenti superficiali di sabbiatura e verniciatura, partendo

dallo stesso ordine di grandezza per spessori elevati.

 

Come integrazione del trattamento di zincatura a caldo è sempre possibile il completamento con ciclo

di verniciatura compatibile, quando l’aggressività dell’ambiente lo giustifica o per motivi estetici o

paesaggistici.

In tal caso la durata della protezione, per sinergia, è quasi doppia rispetto alla somma delle durate

singole della zincatura e della verniciatura.

 

PROCESSO DI ZINCATURA:

-          PREPARAZIONE MATERIALE;

-         SGRASSAGGIO eliminazione oli e grassi di lavorazione;

-         LAVAGGIO;

-         DECAPAGGIO eliminazione ruggine, calamina ed ossidi superficiali;

-         LAVAGGIO;

-         FLUSSAGGIO formazione di una pellicola uniforme che evita ossidazioni e migliora la

reazione Zinco-Ferro;

-         PRERISCALDO;

-         ZINCATURA PER IMMERSIONE rivestimento finale in lega Zinco-Ferro;

-         RAFFREDDAMENTO in aria o acqua.

 

Accorgimenti da adottare nella progettazione e lavorazione dei pezzi e manufatti in genere destinati

al trattamento di zincatura a caldo:

1.      le saldature devono essere preferibilmente continue a meno di non creare la possibi-

lità all’acido ed allo zinco fuso di circolare liberamente in tutti i punti di unione;

2.      rimuovere le scorie di saldatura perché resistono all’attacco dell’acido;

3.      nel caso di mensole, rinforzi o tubi si deve controllare che ci sia la possibilità di

libera circolazione dell’acido e dello zinco fuso;

4.      le costruzioni in tubo o scatolati non devono avere assolutamente vuoti chiusi;

5.      devono essere previste aperture sufficienti e con corretta collocazione in modo da

permettere lo sfiato dell’aria contenuta e lo scarico dell’acido e dello zinco fuso.

 

Per ulteriori informazioni potete contattare il ns. fornitore abituale

                                                                                                         

                                                                                                         

 

La VERNICIATURA A POLVERI, solitamente impiegata per la finitura dell’esterno dei

serbatoi, anche se precedentemente zincati a caldo, si svolge con un ciclo di lavorazione a stadi

così sintetizzabili:

-         sgrassatura (il manufatto passa attraverso un tunnel nel quale

viene pulito  con soluzioni acide tensioattive allo scopo di eliminare i residui di la-

vorazione, olio o altre impurità, presenti sulla superficie da verniciare);

-         fosfatazione – ai sali di ferro con soluzioni acide coadiuvate da tensioattivi (la solu-

zione fosfatante penetra perfettamente nelle cavità del manufatto formando uno strato

di fosfati a grana fine e cristallina con porosità uniforme. al fine di ottenere un buon

aggrappaggio della vernice a polvere);

-         risciacquo (ad acqua per togliere ogni traccia di acido);

-         asciugatura (a forno a 140/150°);

-         applicazione polvere (il colore, allo stato di polvere, viene spruzzato sul manufatto, senza

l’uso di solventi, con pistole elettrostatiche);

-         polimerizzazione (dopo l’applicazione, la polvere allo stato farinoso, per potersi trasfor-

mare in rivestimento solido, deve essere cotta in forno per un periodo, che varia dal tipo di manufatto

e spessore, ad una temperatura media di 190/220°);

-         raffreddamento (ad aria);

-         controllo (mediante micrometro per verificare l’applicazione di uno spessore medio di

60/70 Micron.

 

Il ns. fornitore abituale, Azienda moderna e tecnologicamente all’avanguardia, offre due possibilità di impianto:

dinamico (con forno 2400 x 1700 x800  per manufatti di piccole e medie dimensioni);  

statico (con forno 8000 x 2500 x 2000 per manufatti pesanti e ingombranti).

 

 

La SMALTATURA ORGANICA (517 05 08 MAICRO HYF) è un rivestimento termo

indurente in polvere per applicazione elettrostatica, studiato per rivestimenti industriali ove è

richiesta resistenza all’acqua calda, a soluzioni detergenti a caldo, in sostituzione della zincatura

o dello smalto vetrificato per interno scalda-acqua.

 

Spessore medio del rivestimento 100 – 120 MY.

Temperatura massima di esercizio 65 – 70° C

 

CARATTERISTICHE DELLA POLVERE:

            - punto di fusione:        90 100°C

            - peso specifico:                      1,35 + 0,05 gr/cm3

            - resa teorica:               10,6 mq/kg. a 70 micron di spessore

 

CARATTERISTICHE MECCANICHE DEL RIVESTIMENTO:

            - durezza matita:           2b

            - aderenza reticolo:      GTO-(100%)

            - elast. ERICHSEN:    8mm. a 50 micron di spessore

                                               5 mm. a 90 micron di spessore

            - resistenza all’urto:      60/30 kg. x cm. a 50 micron di spessore

                        (Gardner)         30/10 kg. x cm. a 90 micron di spessore

- resistenza al

            piegamento:      inalterato su 3/16” a 50 micron di spessore

                                               inalterato a 3/8” a 90 micron di spessore

 

RESISTENZA ALLA CORROSIONE:

            - nebbia salina (astmB117)      superiore a 1000 ore con propagazione della corro-

sione minore di 3 mm.

            - umidostato (DIN 50017)       superiore a 1000 ore, inalterato

 

RESISTENZA ALL’ACQUA;

-         resistenza all’acqua di rete a 95°C

in apparecchio con ricircolo della

soluzione e shock termico tra su-

perfidie interna a 95°C e superficie

esterna a 50 60°C (test Lanterna): dopo 1500 ore film inalterato su fosfatazione

                                                     ai sali di Zn+Mn

-         resistenza alla soluzione di Tide 1% a

90°C stessa apparecchiatura:         dopo 1500 ore film inalterato senza fenomeni di

                                                     blistering, su fosfatazione ai sali di Zn+Mn

-         resistenza alla condensazione di vapori

a 85°C su superficie fredda:                       dopo 500 ore film inalterato senza fenomeni di

                                                     blistering, su fosfatazione ai sali di Zn+Mn

 

Dopo l’esposizione a caldo (90- 95°C) si manifesta calo delle caratteristiche meccaniche di aderen-

za.

 

PREPARAZIONE  PRETRATTAMENTO DEL MANUFATTO

Le resistenze chimiche ed alla corrosione elencate in questa scheda tecnica, sono state ottenute dal

prodotto MAICRO HYF 517 05 08 e da altre tinte della stessa formulazione, in prove condotte su

provini fosfatati ai sali di Zinco e Manganese.

 

In relazione alla geometria del pezzo da rivestire, alla complessità di un’applicazione regolare

all’interno del bollitore, alla presenza di saldature, sovente non semplici da ricoprire, ed allo stato di

ossidazione e sporco della lamiera da rivestire, consigliamo il seguente ciclo di finitura:

-         sabbiatura del serbatoio;

-         lavaggio;

-         fosfatazione ai sali di Zinco e Manganese o ai saldi Ferro pesante;

-         Lavaggio con acqua demineralizzata o meglio passivazione;

-         Asciugatura;

-         Applicazione di idoneo primer e sua polimerizzazione;ù

-         Applicazione della polvere  e  cottura per 20’ a 200°C.

 

APPLICAZIONE mediante pistola elettrostatica o polo negativo, con tensione fra 50 e 90 KV,

dotata di dispositivo antiscintilla o con particolari tipi di pistola triboelettrica.

Spessore consigliato: 70 90 micron a seconda delle condizioni di esercizio e del tipo di manu-

fatto. E’ essenziale che il film sia compatto e non presenti di porosità o zone scoperte.

 

COTTURA 20’ dopo aver raggiunto la temperatura di 200°C.

 

Nella pratica di produzione, qualche fase intermedia è soppressa per limitazioni impiantistiche o per

economizzare il processo.

Cicli differenti od abbreviati rispetto a quello sopra descritto possono portare ad un decadimento delle

caratteristiche finali del rivestimento.

 

 

Prima di trattare la TEFLONATURA P.T.F.E. applicata all’interno dei ns. Serbatoi, con-

ferendo, oltre alla protezione anti-corrosione, l’idoneità alimentare (certificazione scritta),

crediamo doveroso accennare qualche nozione tecnico-storica riguardante il Teflon.

 

Da quando il chimico Roy Plunkett per primo documentò la sua scoperta del fluoropolimero di resina

fluorurata Teflon PTFE nel 1938, la DuPont ha continuato a plasmare la storia del fluoropolimero,

espandendo questa tecnologia di base a fluoroprodotti di concezione unica, i rivestimenti in Teflon

industriali continuano ad esaltare le qualità funzionali delle odierne applicazioni ad alta tecnologia.

 

Fin dalla loro scoperta  e susseguente introduzione del marchio Teflon, i fluoropolimeri hanno

dimostrato una versatilità ineguagliata da nessun altro materiale tecnico. Dotati di una combinazione

unica di proprietà, i rivestimenti in Teflon DuPont industriali sono stati utilizzati in una vasta

gamma di applicazioni.

 

I rivestimenti industriali in Teflon si spruzzano come una vernice e vengono cotti per ottenere una

finitura dura e inerte. Nel corso degli anni, la tecnologia DuPont ha allargato la famiglia dei

rivestimenti per garantire una finitura con combinazioni ideali di proprietà tali da soddisfare gran

parte dei requisiti progettuali.

 

Combinando la resistenza al calore con la quasi totale inerzia chimica, l’ottima stabilità dielettrica

Ed un basso coefficiente di attrito,m i rivestimenti industriali in Teflon presentano un equilibrio di

Proprietà imbattibile da ogni altro materiale. E’ la finitura anti-aderente originale. E la DuPont,

che ha dato origine al Teflon dispone delle risorse globali per aiutarci a risolvere i ns. problemi di

rivestimento.

 

I rivestimenti industriali in Teflon DuPont,  possono essere impiegati su Acciaio al Carbonio,

Alluminio, Acciaio Inossidabile, su leghe di acciaio, su ottone e magnesio, oltre che su materiali

non metallici (vetro, fibra di vetro, alcune gomme e plastiche).

L’adesività ottimale viene ottenuta irruvidendo la superficie prima dell’applicazione del rivestimento

e, molti rivestimenti industriali in Teflon richiedono una mano di fondo.

 

PROPRIETA’:

ANTIADERENTE - pochissime sostanze solide aderiscono an una finitura Teflon in modo

            permanente. Ed anche se materiali appiccicosi possono esibire una qualche adesività, quasi

            tutte le sostanze si staccano facilmente;

           

BASSO COEFFICIENTE DI ATTRITO - il coefficiente di attrito del Teflon va generalmente

            da 0,05 a 0,20, a seconda del carico, della velocità di scorrimento e del particolare

            rivestimento in Teflon impiegato;

           

NON UMETTABILE - poiché le superfici rivestite con Teflon sono sia oleofobiche sia

idofobiche, non sono facilmente umettabili. La pulizia risulta più facile e accurata, in molti

casi, le superfici sono autopulenti;

 

RESISTENZA AL CALORE – i rivestimenti in Teflon industriali possono operare in

continuo  a temperature fino a 290°C – 550°F e possono essere impiegate in servizio

intermittente fino a 315°C – 600°F con adeguata ventilazione;

 

PROPRIETA’ ELETTRICHE – su un’ampia gamma di frequenze, il Teflon dimostra alta

rigidità dielettrica, basso fattore di dissipazione e resistività di superficie molto alta.

Mediante speciali tecniche, può perfino essere reso sufficientemente elettroconduttore da

servire come rivestimento antielettrostatico;

 

            STABILITA’ CRIOGENICA – molti rivestimenti in Teflon industriali sopportano intensi

            estremi di temperatura senza alcuna perdita di proprietà fisiche. Il Teflon industriale può

            essere preso in considerazione per utilizzo anche a temperature di –270°C /–474°F;

 

            RESISTENZA AGLI AGENTI CHIMICI – il Teflon normalmente rimane insensibili agli

            agenti chimici. Gli unici agenti chimici noti per influenzare tutti rivestimenti in Teflon

industriali sono i metalli alcalini fusi ed agenti di fluorurazione altamente reattivi. 

                                                                                                            

Varie sono le possibili scelte tra i materiali utilizzabili  per i trattamenti  Teflon proposti da DuPont,

ma noi tratteremo unicamente il tipo PTFE che abbiamo scelto per i ns. prodotti…

… che risulta essere ottimo per anti-aderenza e resistenza al calore, buono per resistenza all’abrasione,

non indicato in presenza di agenti chimici.

 

TEFLON P.T.F.E.

I rivestimenti P.T.F.E. (Politetrafluoroetilene) anti-aderenti sono sistemi bi-strato (mano di fondo –

strato finale). Questi prodotti hanno la più alta temperatura operativa di qualunque fluoropolimero

(290°C – 550°F), un coefficiente di attrito estremamente basso, una buona resistenza  all’abra-

sione e agli agenti chimici. Il PTFE è disponibile solo in forma di liquido a base di acqua.

 

 

Il LEVASINT S31 è una polvere termoplastica da rivestimento sviluppata specifiicamente per

la protezione anticorrosiva di lunga durata. Chimicamente si tratta di un copolimero di etilene-idros-

sietilene (EVOH). Il Levasint S31 viene lavorato prevalentemente mediante sinterizzazione a letto

fluido, ma può essere applicato su pezzi pre-riscaldati anche impiegando altre tecnologie, ad esempio

proiezione della polvere, sinterizzazione a rotazione, spruzzatura a fiamma.

 

Il Levasint è disponibile in numerose colorazioni che vengono definiti in base al sistema RAL.

I Levasint S31 naturale e S31 opalino non trovano impiego come materiale di rivestimento ma

vengono utilizzati esclusivamente per la colorazione.

 

Caratteristiche principali:

-         nessuna emissione di solventi

-         nessuna separazione di prodotti secondari

-         nessuna classificazione come sostanza pericolosa

-         utilizzo completo del materiale

-         ampio intervallo termico di lavorazione

-         bassa temperatura di lavorazione

-         facilità di lavorazione

-         spessori elevati in un unico ciclo

-         facilità di riparazione

-         buona resistenza alle intemperie

-         elevate caratteristiche elettroisolanti

-         buona adesione, anche senza applicazione di un primer

-         elevata resistenza chimica, in particolare ad acidi ed alcali

-         elevata resistenza all’abrasione

-         tenacità ed elasticità elevate, anche alle basse temperature

-         omologazione per impieghi a contatto con alimenti ed acqua potabile

-         non favorisce la crescita di batteri

-         difficilmente infiammabile

-         bassa tossicità in caso di completa combustione

-         nessun sviluppo di gas corrosivi in caso di incendio

 

A richiesta, siamo in grado di fornirVi le schede tecniche con i risultati di prove di laboratorio che evidenziano

caratteristiche meccaniche, di permeabilità, elettriche, termiche, etc

   

L’ABCITE è un rivestimento in polvere termoplastica appositamente sviluppato per la protezione anticorrosione.

Il materiale è un copolimero a legami incrociati reversibile. L’ABCITE (dimensioni

delle particelle inferiore a 250u) viene applicato mediante un processo a letto fluidizzato anche

se possono essere utilizzati altri metodi per l’applicazione della polvere, ad esempio spruzzatura, sinterizzazione

rotatoria e spruzzatura alla fiamma.

 

Colori

L’ABCITE è disponibile in un’ampia gamma di colori in base al sistema RAL.

L’ABCITE X1060 NA è una qualità naturale non pigmentata, mentre l’ABCITE X1060 WH è una

qualità bianca.

 

Caratteristiche principali:

-         nessuna emissione di solventi

-         nessun prodotto di reazione

-         non è classificato tra le sostanze pericolose

-         nessun spreco

-         ampia gamma di temperature di applicazione

-         bassa temperatura di applicazione

-         facilità di applicazione

-         elevata resistenza agli urti, anche a temperature basse

-         nessuna emissione di gas corrosivi

-         facile da riparare se viene danneggiato

-         buona resistenza alle condizioni meteorologiche

-         buon isolamento elettrico

-         non contiene alogenuri

-         buona adesione senza l’uso di sostanze che ne favoriscano l’adesione

-         buona resistenza alle sostanze chimiche e alla maggior parte delle sostanze acide e

 alcaline

-         elevata resistenza all’abrasione

-         prodotto termicamente stabile durante la lavorazione

 

 

A richiesta, siamo in grado di fornirVi le schede tecniche con i risultati di prove di laboratorio che evidenziano

caratteristiche meccaniche, elettriche, termiche, etc

info@volpeemoschin.com

 

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